San Pellegrino Terme, vocata alla villeggiatura sin dall’Ottocento, sentì presto la necessità di dotarsi di uno spazio dedicato al passeggio e alla sosta lungo il Brembo. Già a metà del 1800 il Comune provvide alla piantumazione del viale di ippocastani, creando un percorso ombreggiato che collegava i ponti e costeggiava il fiume: una promenade elegante e piacevole, privilegio raro in Valle Brembana e segno evidente della sua identità turistica.
Il viale, inaugurato nel 1852, rappresentò uno dei primi interventi pubblici di decoro urbano, volto a offrire ai villeggianti un luogo di incontro e quiete. Non sorprende che, pochi anni dopo, venisse introdotta la tassa di soggiorno, utile anche per far fronte ai ripetuti danni provocati dalle alluvioni ottocentesche.
Bisognerà attendere gli anni Trenta del Novecento per la trasformazione definitiva del fronte lungo il Brembo: le vecchie baracche e la segheria furono sostituite da un porticato elegante con negozi e caffè, progettato da Lorenzo Colleoni, il cui stemma di famiglia è ancora riconoscibile nel decoro delle arcate. Dello stesso periodo sono le balaustre in cemento affacciate sul fiume, ornate da candelabri in ghisa con bocce luminose, elementi tipici del linguaggio estetico del tempo.
A completare la scenografia urbana, l’Excelsior, grande hotel di lusso oggi in ristrutturazione, e il Municipio, che assume l’aspetto attuale grazie a due restauri successivi: il primo all’inizio del Novecento a cura dell’architetto Squadrelli (lo stesso del Grand Hotel e del Casinò), e il secondo negli anni Trenta dell’architetto Angelini.
Ancora oggi il viale alberato rimane uno dei luoghi più amati del paese: spazio di incontro, passeggio lento e memoria viva di una stagione in cui San Pellegrino Terme si immaginava capitale dell’eleganza alpina.
Attrazione storica
Portici Colleoni
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