I Laghi Gemelli, oggi un unico bacino artificiale creato dalla diga dell’Enel, un tempo erano due piccoli specchi d’acqua identici. La leggenda racconta di una giovane donna di Branzi, figlia di un ricco mercante, che si innamorò di un modesto pastore della Val Taleggio. Il padre della ragazza, contrariato dal fatto che il giovane non fosse benestante, aveva già promesso la figlia a un ricco proprietario della Val Fondra: un uomo attempato e antipatico, che la giovane però non voleva sposare.
Per evitare il matrimonio combinato, la ragazza si finse gravemente malata e, grazie a un astuto inganno, il pastore riuscì a presentarsi a casa loro travestito da medico — così i due poterono incontrarsi di nascosto. Alla fine organizzarono una fuga notturna: ma durante la fuga la ragazza cadde, svenne e il pastore, disperato, la prese in braccio e tentò di correre con lei.
Purtroppo inciampò e precipitò insieme a lei in un burrone. In quel luogo, per magia e commozione, due fonti d’acqua iniziarono a sgorgare, formando i due laghetti: i “gemelli”, che sarebbero nati dal loro amore tragico. Il racconto, triste ma affascinante, conferisce un’aura di mistero e romanticismo ai Laghi Gemelli, trasformandoli in un simbolo di amore contrastato, speranza e sacrificio — un luogo che invita non solo a contemplare la natura, ma anche a riflettere sulle storie che il territorio custodisce.
Presente anche in zona l’omonimo Rifugio Laghi Gemelli.
Punto d'acqua
Laghi Gemelli
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