La chiesa battesimale di San Giacomo in Averara ha origini molto antiche. Nei Privilegi concessi da Venezia nel 1443 compare già il permesso per il comune di destinare parte del censo alla chiesa. Il primo edificio fu consacrato nel 1468 dal vescovo Paolo Nicopolitano, quando la Valle Averara apparteneva alla diocesi di Milano. Nel 1566 San Carlo Borromeo, in visita pastorale, la eresse a parrocchia. L’edificio originario era romanico e riccamente affrescato, con opere sulle pareti, sotto il portico e lungo le facciate, tra cui interventi dei Baschenis. Tra il 1713 e il 1732 la chiesa venne ampliata; notevole il portale in marmo “lumachelle” di Mezzoldo, sormontato da un affresco di San Giacomo. La parrocchiale fu nuovamente consacrata nel 1901 dal vescovo Gaetano Guindani.All’interno si conservano importanti opere d’arte: la pala della Vergine in trono di Gian Battista Guarinoni (1576), quella dell’Assunta di Lucano Gagio d’Imola, la pala centrale di San Giacomo di Anzolo Lion (1621) e due tele di Marziale Carpinoni. Di grande valore anche la pala veneta del primo ’600 con Cristo morto e i santi, che raffigura l’antico abitato di Averara. Eccezionali gli arredi lignei: il coro, l’inginocchiatoio e gli armadi intarsiati di Antonio Rovelli e Antonio Lozza (1690-92), con interventi successivi di Giovanni Paolo Caniana. Splendidi anche il pulpito del 1696 e il grande credenzone della sacrestia. L’organo è un Serassi di fine Settecento, rinnovato da Prospero Foglia nel 1844.
È possibile accedere al luogo di culto liberamente prima e dopo le funzioni religiose (che generalmente vengono ufficiate nei weekend del periodo estivo e nelle principali festività) con possibilità di effettuare visite guidate su prenotazione e a pagamento.