La Val Brembana non si apprezza soltanto in auto, è camminandola che si esprime al suo meglio.
Queste strade antiche sono righe incise nella roccia da mercanti, soldati, minatori e pellegrini. Camminarle oggi significa rivivere secoli di sudore, commerci e ingegno umano, in un territorio dove la montagna è sempre stata un ponte, non un ostacolo. Eccone cinque, tra tracciati storici e itinerari tematici riscoperti in tempi recenti per l’escursionismo contemporaneo.
Via Priula, l’autostrada della Serenissima
Nel 1593 i veneziani compirono un’impresa audace: una strada carrozzabile in alta quota, da Bergamo alla Valtellina, aggirando i domini spagnoli. Grazie al podestà Alvise Priuli nacque la Via Priula, con ponti di pietra, selciati e muretti ancora visibili a Mezzoldo. Serviva a controllare i commerci verso il Nord, con poste e dogane che anticipano le nostre autostrade.
Perchè percorrerla: un trekking che ti immerge nella Venezia dei Dogi.
Via Mercatorum, commerci, chiacchiere e borghi
Prima della Priula, regnava la Via Mercatorum, un intreccio fin dal Medioevo di mulattiere da Bergamo alle Alpi e alla Svizzera. Lana, sale, ferro, formaggi… ma anche notizie, dialetti e idee. Cornello dei Tasso (e la storia della posta) nacque da lei e declinò quando i percorsi mutarono, famiglie locali divennero corrieri ante litteram.
Perchè percorrerla: seguila oggi e il Medioevo rivive intorno a te.
Via del Ferro, la strada dei minatori
Per secoli l’alta Val Brembana ha vissuto di ferro: miniere in quota, forni fusori nei fondovalle, fucine e traffici verso la pianura e oltre le Orobie. La Via del Ferro collega questi luoghi tra Valtorta e Mezzoldo lungo circa 25 km, seguendo sentieri e mulattiere che furono vie di lavoro per minatori, carbonai e fabbri. Un itinerario tematico che racconta una valle operosa, segnata da maestranze forestiere e antichi domini.
Perché percorrerla: un cammino nella memoria industriale alpina.
Strada Taverna, la vita dei borghi
Quella più intima è la Strada Taverna, lungo il Brembilla, tra stalle, cortili e campi terrazzati. Unisce borghi con osterie che erano cuore pulsante: ristoro, contrattazioni, scambi di voci. Storia di resilienza quotidiana, lontana dalle grandi vie.
Perchè percorrerla: quelle taverne erano il salotto dei villaggi.
Via delle Rocce, la natura che comanda
E infine la Via delle Rocce, spettacolo di gole, cascate e pareti nelle Orobie: acqua e pietra dettano il cammino, l’uomo lo segue da secoli. Percorso stagionale, segnato dal rischio delle piene. Un equilibrio fragile tra presenza umana e forza montana.
La Via delle Rocche è in Valtellina e si collega con le Orobie Bergamasche verso l’Aprica e la Val Seriana, dove troviamo ben conservati e visitabili magli e fucine.
Perchè percorrerla: solo a piedi si hanno prospettive uniche.
Percorri le vie
Fonti
Archivio di Stato di Venezia; Museo dei Tasso e della Storia Postale (Cornello); Università di Bergamo; Touring Club Italiano; Ecomuseo Val Brembana; Comunità Montana Valle Brembana; Ricerche di storia locale; Atlante Paesaggi Rurali Lombardi; Studi geologici Orobie; CAI Bergamo.























